MEETING THE ODYSSEY 2016 

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MEETING THE ODYSSEY 2016

Giovedì 26/05
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Meeting the Odyssey è un progetto artistico e sociale itinerante che parte dal Mar Baltico per arrivare nel Mar Mediterraneo. Ogni estate dal 2014 al 2016, artisti e organizzatori di diversi Paesi europei navigano insieme a bordo del veliero Hoppet mettendo in scena pièce teatrali, azioni sul territorio chiamate instant performance, convegni e workshop in tutta Europa.
Il progetto intreccia elementi dell’Odissea, tematiche europee attuali e storie raccolte attraverso lo scambio con le popolazioni locali. Dopo il tour nel mar Baltico (2014) e nel mar Mediterraneo con una tappa speciale in Lombardia (2015), dal 5 giugno al 25 luglio 2016 il progetto approda in Grecia.


È un sogno che si avvera questa nave di artisti che naviga, come Ulisse 3000 anni fa, tra il Baltico e il Mediterraneo, per approdare nel mar Egeo quest’estate. Un progetto visionario che mescola narrazioni, storie, lingue e popoli per raccontarci la contemporaneità complessa dell’Europa di oggi. 
Michele Losi, Direttore artistico Campsirago Residenza.

Quest’anno la nostra nave, la Hoppet, salperà da Leros il 5 giugno per poi toccare l’isola di Lesvos, le rive dell’Attica (Elefsina, Lavrio), l’isola di Skyros e concludere il suo lungo viaggio a Ikaria a fine luglio.

Questo tour – spiega Michele Losi, direttore artistico di Meeting the Odyssey è stato progettato quando la situazione in Grecia e i flussi migratori erano completamente diversi. Ci siamo ritrovati a coordinarci con uno Stato in una crisi profondissima, attraversato da nuove rotte migratorie. Abbiamo scelto perciò di cambiare la nostra navigazione per dare ancora più senso al progetto che nasce per promuovere, attraverso le arti performative, un’idea di Europa unita, accogliente e in costante relazione con chi abita il Continente. Lo scorso anno il nostro veliero ha fatto tappa a Lampedusa e ora si appresta ad incontrare i campi profughi di Leros e Lesvo con le instant performance curate da Pleiadi Art Productions”.

Le instant performance sono una parte fondamentale del progetto Meeting the Odyssey: sono azioni artistiche site-specific cioè legate al luogo e alle persone che i performer incontrano nel loro viaggio. 
Nascono attraverso workshop teatrali gratuiti con un gruppo specifico di persone: in Russia, Finlandia, Estonia, Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Danimarca, Italia, Malta, Francia sono state realizzate instant performance con giovani studenti, migranti, anziani, donne. Nel 2016 il team di Meeting the Odyssey incontrerà i profughi che quotidianamente arrivano sulle coste delle isole greche. 
Le instant performance – prosegue Michele Losi – vogliono costruire una narrazione collettiva dell’Europa di oggi, narrazione a cui artisti e persone di un luogo contribuiscono con la loro personale Odissea. Partiamo dal poema di Omero, un’avventura fatta di bellezza, coraggio, ma anche inganni e condizioni avverse. Meeting the Odyssey racconta storie per raccogliere storie, ogni sbarco è una sfida a confrontarsi con una realtà da interpretare, come fece Ulisse. Con questo progetto vogliamo riproporre un Mar Mediterraneo che unisce, non separa. Ogni tappa è un incontro, ogni incontro è una storia da raccontare insieme, in modo da ottenere, anche per un solo istante, questa desiderata comunità umana, libera da confini e bandiere”.

Accanto alle instant performance si susseguiranno gli spettacoli prodotti dai partner coinvolti: sbarchi_un’Odissea (regia di Michele Losi, Campsirago Residenza, Pleiadi Arts Productions) - spettacolo di teatro fisico che si svolge a Odisseo Palace, il palazzo di Ulisse trasformato da Penelope e i proci in una discoteca - Memories for Life (regia Maria Lundström, VIIRUS, Finlandia) una storia di crescita e di vecchiaia ispirata a esperienze raccolte in case di riposo e all’Odissea e Waiting for the rain (regia Krystian Kobyłka Opole Puppet Theatre, Polonia) che racconta partendo dalla situazione della regione di Opole, in Polonia, gli Odissei di oggi: i migranti economici. 

A Ottobre 2016 il progetto si chiuderà con un convengo-evento performativo a Milano che racconterà l’Europa incontrata in tre anni di tour.