Meeting the Odyssey: diario di viaggio / Lesbo 

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Meeting the Odyssey: diario di viaggio / Lesbo

Martedì 21/06
Lesbo, 21 Giugno 2016

Ieri sera al Castello di Mitilini, capitale dell’Isola di Lesbo, abbiamo fatto una grande festa, molto emozionante, con i ragazzi e le famiglie dei campi profughi dell’isola e con gli attori di Meeting The Odyssey. I primi hanno presentato uno spettacolo_esito della settimana di intensa attività laboratoriale. I secondi hanno messo in scena Memories for life, spettacolo prodotto da Meeting the Odyssey. Molta emozione e grande condivisione.
Era la Giornata Internazionale dei Profughi. Molta retorica nelle cerimonie ufficiali, senza profughi. Festa vera da noi, con i ragazzi e le ragazze da tanti paesi del mondo.
Peccato che a poche miglia da noi, al di là del braccio di mare che divide Lesbo dalla Turchia, la polizia stesse sparando e uccidendo una famiglia di profughi siriani. Undici morti, tra cui tanti bambini. Con le pallottole comperate con i 6 miliardi di euro ricevuti dall’Europa.

La sensazione, quando si lavora con ragazzi e ragazze che scappano dalla guerra, persone che aspettano mesi o anni in una terra di nessuno, in attesa di un’intervista che forse gli permetterà di avere il Diritto di Asilo, è che ogni cosa sia enorme e allo stesso tempo piccolissima. Un laboratorio di teatro durato una settimana è una goccia nel mare di un’esistenza e delle necessità materiali e spirituali, ma comunque apre un mondo completamente nuovo, fatto di relazioni, sensazioni, esperienze. Mescola le persone, le comunità, le narrazioni. Permette di esprimere la propria bellezza, la propria voglia di libertà.

Quello che accade poi, e denuncia il limite di un intervento sporadico e breve, è la partenza: che genera vuoto. Questo il grande limite di questo tipo di avventura. Esserci per pochi giorni e poi sparire. Perché i bisogni di tutte queste persone, di questi profughi dall’Afganistan, dal Kurdistan, dalla Siria, dall’Algeria, dall’Eritrea, dell’Iraq e da tanta parte del mondo, i nostri bisogni di europei increduli di fronte alle nostre chiare responsabilità, sono solo in piccola parte soddisfatti. Certo tutti quanti hanno di che vestirsi e di che mangiare. Un letto in cui dormire, dietro a muri di filo spinato. Ma la parte umana e vitale di un approccio non puramente materiale all’emergenza è lasciato alla buona volontà di volontari che non hanno la competenza per gestire attività sensate e ancor meno per fare formazione.

E allora noi, cosa possiamo fare? Quello che ci portiamo a casa da questo viaggio, da questa esperienza, è la consapevolezza che è fondamentale dare molto di più. Lavorare per alcune settimane in ciascuno di questi campi, formare dei formatori tra i volontari e tra i rifugiati stessi. Persone che possano continuare le attività teatrali dopo la partenza dell’Instant Team. Creare gruppi di teatro in ciascuno di questi luoghi. Costruire ponti tra i cittadini ed i rifugiati, mondi troppo spesso separati. Per dare un senso alla vita di tutti i giorni. Per raccontare le proprie storie e condividerle. Per arricchire la propria esistenza e per rendere sopportabile la permanenza in questa terra di nessuno che corre tra il mare, il filo spinato di un campo di raccolta ed il miraggio dell’Europa.

Iniziamo a pensare fin da ora al prossimo lavoro, al prossimo viaggio ai confini del Continente. Perché, statene certi, questa esperienza ci ha messo parecchia rabbia contro quanto abbiamo visto e molta voglia di usare il teatro come strumento per lavorare sulla vita, sulle comunità, sugli individui, con e per chi vive questa situazione senza senso. E per dare senso alla nostra stessa esistenza.

Michele Losi e Mariasofia Alleva, Pleiadi Art Productions



Meeting the Odyssey è un progetto artistico e sociale itinerante che parte dal Mar Baltico per arrivare nel Mar Mediterraneo. Ogni estate dal 2014 al 2016, artisti e organizzatori di diversi Paesi europei navigano insieme a bordo del veliero Hoppet mettendo in scena pièce teatrali, azioni sul territorio chiamate instant performance, convegni e workshop in tutta Europa.
Il progetto intreccia elementi dell’Odissea, tematiche europee attuali e storie raccolte attraverso lo scambio con le popolazioni locali. Dopo il tour nel mar Baltico (2014) e nel mar Mediterraneo con una tappa speciale in Lombardia (2015), dal 5 giugno al 25 luglio 2016 il progetto approda in Grecia.