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Dall’altra parte

Venerdì 26/02

Come parlare della morte ai bambini? È da questa domanda che nasce il progetto Dall’altra parte, frutto della collaborazione di Associazione 0432, realtà friulana impegnata nel campo delle attività educative rivolte all’infanzia, ScarlattineTeatro e la scrittrice Giusi Quarenghi.
L’obiettivo è realizzare un progetto teatrale per l'infanzia sul tema della morte-vita passando attraverso una fase laboratoriale che esplori il tema con i bambini attraverso la poesia, la narrazione e il teatro. Il progetto è stato accolto da ERT Friuli Venezia Giulia e, a febbraio, si è conclusa la ricerca presso le scuole "Mazzini" (primaria) e “Gabelli” (infanzia) di Udine
Giusi Quarenghi ha proposto un laboratorio di parole e poesie partendo da “io sono”; “mi piace” per poi condurre con i bambini una ricerca sulle parole azzardate cercando di arrivare a far fare una scelta consapevole: per contrasto, per assonanza, per immagini.


Nella seconda parte del percorso i bambini hanno incontrato Martina Monetti (Ass. 0432) e alcuni libri e albi illustrati:
  • LA GRANDE DOMANDA  di   W. ERLBRUCH
  • L'ORSO CHE NON C'ERA di  W. ERLBRUCH/ O. LAVIE 
  • IL SOGNO DI ARTURO  di   C. Ruggieri
  • L'ALBERO  di I. Mari
  • DOVE VANNO A FINIRE...?  di D. Chedru
  • DALL'ALTRA PARTE   di I. BANYAI

Le narrazioni sono state lo spunto per riflettere sulle grandi/piccole domande: “perché sono qui” “perché sono nato?” “perché vivo?”



A febbraio Anna Fascendini e Giulietta Debernardi (ScarlattineTeatro) hanno curato un laboratorio teatrale, per sperimentare ancora e più in profondo alcuni temi scaturiti negli incontri precedenti unendoli alla poetica di ScarlattineTeatro: indagare un tema partendo dalla materia, in questo caso la terra, prima e ultima dimora della vita.
È stata poi una sorpresa il fatto che la ricerca abbia incluso anche un altro elemento: l’aria
Per lavorare con la terra e non sporcare abbiamo coperto il pavimento con i teli che usano gli imbianchini: sono leggeri e trasparenti, si prestano molto al gioco...ecco com’è arrivata l'aria”.

La terra e l’aria intesi come elementi naturali ma anche come spazi uniti da un ideale albero della vita, ponte tra due realtà vicine-lontane. 
I bambini hanno esplorato e sperimentato terra e teli di cellophane, da soli oppure in piccoli gruppi, con o senza parole, ma soprattutto utilizzando il corpo come luogo di ricerca ed espressione. 
Dall'osservazione di questi giochi spontanei sono nate le prime partiture gestuali, fisiche che incontreranno le parole di Giusi Quarenghi. Una prima restituzione della ricerca avverrà a maggio. 
La nostra idea è mostrare la morte per quello che è: una separazione forte, che non permette più di incontrarsi, ma solo fisicamente. Vogliamo raccontare che l’assenza non è perdita di legame, ma un cambio di relazione, visione ciclica della vita, dove non c'è un vero inizio e una vera fine, ma tutto è sfumato e armonizzato”.