La Tempesta // Work in Progress! 

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La Tempesta // Work in Progress!

Giovedì 05/05
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Campsirago Residenza con Teatro Invito e Piccoli Idilli sta lavorando alla nuova co-produzione nell'ambito di Bis! Brianza in scena, la prima rappresentazione sarà



Co-produzione Campsirago Residenza, Teatro Invito; Piccoli Idilli | con il sostegno di BIS - Brianza in Scena | con Stefano Bresciani, Giusi Vassena, Francesca Cecala, Filippo Ughi, Paolo Grassi, Antonio Santoro, Giorgio Galimberti, Giulia Marchesi, Tobia Galimberti, Chiara Codetta | traduzione Luca Radaelli | ideazione e regia Luca Radaelli e Michele Losi 


LO SPETTACOLO

Il cammino di Bis! Brianza in scena iniziato due anni fa con il Sogno di una notte di mezz’estate prosegue con gli attori delle tre compagnie insieme per una rappresentazione itinerante che si adatterà a luoghi evocativi (ville, giardini, il greto di un fiume…) per immergere ancora una volta il pubblico nello spazio scenico.
Questa specie di rito collettivo avviene attraverso l’ultima opera di Shakespeare che narra una sorta di “favola pastorale” apparentemente fuori dal tempo. La trama della Tempesta a prima vista semplice e lineare, vede protagonista il Duca spodestato di Milano, Prospero, il quale, dopo aver vissuto dodici anni in un’isola deserta con la figlia Miranda, il “selvaggio” Calibano e lo spirito Ariel, usa i suoi poteri magici per scatenare una tempesta, far espiare al Re di Napoli e al fratello Antonio le loro colpe, riacquistare il Ducato perduto e, dopo aver provocato il matrimonio della figlia con Ferdinando, figlio del Re di Napoli, tornare a Milano. La Tempesta dà forma teatrale al movimento e alla vita, mette in scena la ricerca non del significato della realtà ma dei modi e della misura in cui l’uomo può conoscerla, penetrarla, fissarne i lineamenti.
La struttura dello spettacolo è basata sulla triade fondamentale Prospero, Ariel e Caliban.  Attraverso i suoi due servitori, infatti, il mago Prospero cerca di combinare alchemicamente la terra e l’aria, il basso e l’alto, l’istinto e lo spirito. Anche le scene sono spesso costruite su triadi: Prospero, Ferdinando e Miranda; Caliban, Stefano e Trinculo; Gonzalo, Antonio e Sebastiano. 

La musica ha una funzione essenziale nell’opera di Shakespeare: è lo strumento con cui Prospero incanta, attraverso Ariel, i suoi antagonisti. Per questo ogni scena è accompagnata da canti e musica dal vivo, dando vita a una sorta di concerto teatrale.
Così si sviluppa il masque, il gioco condotto dagli attori che sono tutti “spiriti… della stessa sostanza dei sogni”. 

NOTE DI REGIA


La Tempesta è l’ultima opera composta da Shakespeare prima della morte di cui ricorrono i 400 anni, è  la summa del suo teatro e il suo testamento poetico. Questo spettacolo è anche una maniera per parlare del mondo intorno a noi. Caliban è lo straniero, l’extracomunitario, capace di rozzezza e carnalità, ma anche di poesia. La cospirazione di Antonio e Sebastiano viene parodiata da Stefano e Trinculo, confermandoci che “la Storia si svolge come tragedia e si ripete come farsa”. Gonzalo vagheggia un’età dell’oro che richiama miti new age. Gli spettatori troveranno nei personaggi e nelle situazioni del romance shakespeariano riferimenti ai tempi confusi che stiamo vivendo, finché potranno dire, con le parole di Gonzalo: “in questo viaggio…. abbiamo ritrovato noi stessi, quando nessuno più era in sé”. – Luca Radaelli