ODISSEA PICCOLA Domenica 15 novembre 

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ODISSEA PICCOLA Domenica 15 novembre

Mercoledì 11/11
Comunicato stampa 6.11.2015

Mezzago (MB), Bloom – Via curiel 
Domenica 15 novembre, ore 15:30

ScarlattineTeatro porta in scena

ODISSEA PICCOLA

di e con Francesca Cecala, Giulietta Debernardi, Anna Fascendini, Marco Mazza
regia Anna Fascendini

costumi Stracci-Sartoria Creativa  | progetto sonoro Luigi Berardi, Arianna Sedioli – Immaginante | musiche e suoni Marcello Gori | consulenza alle ombre Valeria Sacco | percorso di ricerca in collaborazione con teatroescuola di ERT FVG

spettacolo per l’infanzia | durata 60 min | prezzo: 5 euro

Un pomeriggio dedicato ai bambini quello proposto dal Bloom di Mezzago in collaborazione con la compagnia teatrale ScarlattineTeatro. Domenica 15 novembre, infatti il Bloom accoglierà Odissea piccola, spettacolo che ha debuttato nel maggio 2015 nell’ambito del Festival Segnali (Milano). È uno spettacolo di teatro fisico che, limitando l’uso della parola e dando grande spazio al movimento e il canto si fa visuale e visionario. A partire dal materiale raccolto durante la fase laboratoriale condotta con alcune scuole elementari del Friuli Venezia Giulia viene raccontata L’Odissea, il viaggio per antonomasia. Particolarità dello spettacolo è l’uso di una lavagna luminosa in interazione con il lavoro d’attore, con la proiezione di disegni sulle grandi vele della barca in scena, vele su cui si alternano ombre di sagome e di corpi che ripercorrono gli episodi topici della storia:  la guerra di Troia, l’incontro con  Polifemo, Eolo, Circe, le sirene e Scilla e Cariddi.
«Ad accogliere il piccolo pubblico ci sarà un gruppo di marinai sciamannati, trasformati in saltimbanchi per sbarcare il lunario – spiega la regista Anna Fascendini – Forse il loro capitano, Odisseo, li ha abbandonati in qualche porto ed è ripartito da Itaca per nuove avventure (ma questa è un’altra storia). La nostra Odissea è piccola per gioco, che scivola dal macro al micro per divertimento. Gli attori in scena fanno di tutto, dichiarando il gioco del teatro, svelando e ammaliando insieme. Pochissime le parole: parole piene di senso che nominando, raccontano. I colori che li accompagnano sono il legno della barca, del cavallo, dei lunghi bastoni che sono lance, remi, tamburi. E il bianco della seta delle lunghe vele. L’azzurro del mare e del cielo, il grigio delle tempeste e forse qualche refolo di rosso, per ricordare la potenza della guerra e dell’amore. E alla fine ci si accorge di essere tutti su quella barca e di non riuscire più a scendere. Non è forse il viaggio quello che più conta?»