Vittorio Ondedei
performance
DEBUTTO
2021

HO SONNO è un uomo che ha sonno, ma non vuole addormentarsi. Ha i suoi motivi. E quindi parla, racconta, inventa spiegazioni delle cose, chiede quello che non sa.
Poi alla fine succederà quello che è giusto che succeda. Ma niente è lineare nella realtà.

HO SONNO è uno spettacolo che, ogni volta in un modo inevitabilmente diverso, crea sentieri fra i pensieri, le attese, i ricordi, le fantasie… che l’esperienza umana del dormire porta con sé. Incontriamo questo uomo. Ho sonno, dice. Non dorme. Ha paura, dice. Se mi addormento, non mi sveglio più. Al momento per lui è così. Ci guarda da vicino. Qualcuno può negare quanto sia profondo e tragico quel momento, quando passi dalla veglia al sonno? Come ci sia una perdita improvvisa di costanza e indissolubilità dell’identità, quella che pensa parla si muove consapevolmente. E dove andiamo a finire? Chi vive per noi in quel momento? E allora cosa c’è da ridere?
L’uomo da spiegazioni, vuole chiarimenti, cerca saperi antichi. I Sumeri e la scienza dei sogni. Chiede alle persone lì intorno. Mette insieme i pezzi. Racconta esperienze di possessioni e si incanta, pensando a cosa leghi il sonno ed i dittatori. Macbeth che uccide il sonno. Lo Sparvingolo, che arriva di notte e ti soffoca. Le ninne nanne della nonna.
Accompagnato da Giulio Escalona, che tesse attorno a lui ed al pubblico un reticolo formicolante di suoni, Vittorio Ondedei racconta, apparentemente convinto che non si possa fare altro. E cerca di convincere anche noi. Ci possiamo fidare?

Lo spettacolo finisce quando lui si addormenta. Il pubblico può fare quello che vuole.

Lo spettacolo è basato su un testo scritto di riferimento, che non necessariamente verrà recitato a memoria, parola per parola. Potranno apparire anche discorsi e storie, che nasceranno dall’incontro con il pubblico e le sue emozioni/pensieri.
Il filo conduttore sarà appunto la somiglianza fra il morire e l’addormentarsi. L’uomo sta resistendo al sonno. Non dorme davvero da più di 36 ore. Arriva a parlarne alle persone sapendo nel suo corpo cosa significhi non volersi addormentare. Non voler morire. La solita sottile ed insieme enorme differenza. E l’uomo non vuole morire ed allora costruisce un mondo con le sue parole.
Lo spettacolo andrà in scena possibilmente dopo una lunga veglia (almeno 36 ore) di Vittorio e terminerà davvero con il sua addormentamento. Niente applausi. Oppure sì. Lo sveglieranno? Ma dorme davvero? Vittorio Ondedei

Voler dormire, non potere dormire, non potere lasciarsi andare, impossibilitato a correre sul filo dell’oblio, sul filo di un cervello che pensa e non riesce a smettere di pensare, di straboccare in una piena incessante di parole e ricordi. Quel cervello mette insieme angoscia e grigiore e apre finestre sempre più scombinate e distorte. Ho sonno è un one man show con i guizzi di una comicità corporea e verbale di Vittorio Ondedei. Il tappeto sonoro creato dagli strumenti casuali e acusticizzati di Giulio Escalona è sommerso dal monologare ripetitivo in una spirale di alienazione. Si fa compagnia ricordando i rimedi all’insonnia della mamma, della nonna, le storie antiche, un pupazzetto di das. I pensieri diventano sempre più labirintici e il cervello si avviluppa in un estremo loop, intreccio di storia antica, gnomi, in una vertigine sempre più sconclusionata fino ad addormentarsi (per sempre?). A vincere solitudine, suono, silenzio. Sonia Coppoli – Gufetto

suoni amplificati, musica Giulio Escalona  | parole, gesti, debolezza, testi Vittorio Ondedei   | regia di Vittorio Ondedei e Giulio Escalona