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R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I. l’Isola che non c’è è una performance itinerante e partecipativa che conduce il pubblico all’esplorazione della natura, a volte nascosta ai nostri occhi, e della sua complessa relazione con l’architettura urbana e gli abitanti, in uno stretto raggio di 500 metri intorno a Zona K. La performance nasce da un lavoro collettivo di ricerca artistica e da un’analisi scientifica di questo specifico raggio di 500 metri: performer, geografi, tecnici del suono, fotografi, naturalisti, botanici, etologi, esperti di urban foraging, artisti visivi e musicisti danno vita a un evento esplorativo e multimediale in cui il pubblico viene chiamato attivamente a partecipare.
Come dialoghiamo con la natura che ci circonda? Dove possiamo trovare natura nascosta? Che tipo di animali, uccelli, insetti, cani, gatti, vivono in questa zona? Quali specie di piante la abitano? Cosa vive sotto terra, nei navigli sotterrati o nelle fognature, tra le fermate della metropolitana, nelle cantine e nei sotterranei? In che modo possiamo raccogliere, catalogare, trasformare artisticamente tutte queste informazioni? È possibile creare una mappa di tutto questo? Possiamo guardare quest’area e sorprenderci per ciò che di naturale c’è ancora?

Campsirago Residenza

R 500 – Safari nel labirinto urbano #studio I. l’Isola che non c’è trasforma tutte queste domande in arte. Una performance che mette al centro del percorso l’installazione di una Tavola rotonda. Proprio da qui, da questo grande tavolo, portato dagli artisti olandesi, ha inizio la scoperta. La performance si sviluppa in tre momenti: la tavola rotonda è il luogo della prima restituzione documentaria della ricerca e di conoscenza, in cui verranno presentati dal research team gli esisti dell’indagine scientifica e sociologica, i materiali d’archivio, fotografie storiche e di artisti contemporanei, video, analisi delle mappe, documenti audio. Una lectio dalla quale parte la seconda tappa della performance che accompagna il pubblico in un safari esplorativo, percettivo e sensoriale, geograficamente collocato nel raggio di 500 metri. Artisti, danzatori, performer, visual artist, sound designer ed esperti conducono il pubblico a una riscoperta della natura e del paesaggio, a partire da una nuova prospettiva, che ribalta il nostro sguardo e la nostra percezione: un’esperienza della relazione tra wild e tessuto urbano, attraverso performance di teatrodanza, reading, installazioni sonore, video mapping e street art.
Il punto d’arrivo sarà un’enorme mappa dell’area, in scala 1:50, sulla quale il pubblico potrà, alla fine del percorso, camminare, discutere e reinventarla con gli artisti.

500 – Safari nel labirinto urbano#studio I. l’Isola che non c’è invita la comunità a osservare e ascoltare il mondo che ci circonda in modo diverso, a creare mappe che ci permettono di visualizzare e di comprendere, a proporre trasformazioni. Lavorando attraverso l’interazione fra scienza, arte e comunità e misurando l’impatto del nostro sistema sulla realtà in cui viviamo, l’intento della performance è quello di muovere il pubblico verso una direzione di cambiamento e una maggiore consapevolezza ecologica.

un progetto di Pleiadi, Campsirago Residenza, in collaborazione con Zona K (I), The Intrnational Accademy for Natural Arts (NL), Wood*ing – wild food lab (I), artistic team Michele Losi, Sjoerd Wagenaar, Diego Dioguardi, Stefania Coretti, Sofia Bolognini, Ludwig Berger, Silvia Girardi, research team e performer in via di definizione
Rassegna stampa
15/09/2019 Simone Muciaccia
04/10/2019 M_arte
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