Uno dei pilastri dell’attività di Campsirago sono le residenze artistiche, intese come luoghi di pensiero, studio, ricerca e sperimentazione.

Le residenze artistiche e creative sono un tempo e un luogo per permettere alle idee di crescere e ai progetti di svilupparsi, nei tempi e nei modi di cui gli artisti sentono necessità, con la possibilità di produrre nuove opere, senza preclusione di forma, tecnica o stile.
Le residenze sono intese come laboratori di ricerca che potranno portare o meno ad un esito finale, luoghi in cui il tema della lentezza, del tempo necessario a fare maturare idee, pensiero e opere saranno completamente nelle mani degli artisti.
Le residenze sono anche luoghi di confronto, incontro, contaminazione tra artisti provenienti da realtà ed esperienze diverse, che qui si incontrano, conoscono e scambiano pratiche e idee.

Le residenze hanno anche una ricaduta sul territorio di Campsirago, nella forma della restituzione o della pratica laboratoriale aperta e condivisa con la comunità locale e, in questa particolare connessione, possono creare una particolare energia vitale e una prima verifica del proprio lavoro.
Le residenze possono anche essere indirizzate direttamente alla produzione: tempi, luoghi e progetti volti alla realizzazioni di opere che possono poi essere presentate in festival, stagioni, musei, parchi, scuole, università.

Il significato profondo delle residenze è quello di donarsi un tempo in cui ideare ed esprimere progetti profondi, articolati, critici, fragili, necessari.

Nel corso del 2019, oltre alle quattro compagnie stabilmente residenti, ospitiamo, nell’ambito delle residenze artistiche e creative, il progetto Extreme/Malecane di Paola Pisciottano, il progetto Berta, canto alla Terra di Nudoecurdo Teatro, il progetto Creative Transformative Encunters di Cantabile2, Carla Taglietti e il progetto In_Semel di Stefania Ventura, Alessandro Percuoco ed Elena Griggio.