Installazione performativa digitale nel Parco di Villa Toeplitz di Varese
È fruibile in autonomia all’interno del parco con l’utilizzo di un cellulare.
Basta seguire la mappa e scaricare durante il percorso i contenuti dei 13 QR Code posizionati lungo il cammino.

Alberi 3.0 è un’installazione digitale permanente nel parco di Villa Toeplitz di Varese, fruibile da tutti attraverso il proprio smartphone. Alberi 3.0 accompagna i visitatori del parco in un percorso sonoro, poetico e drammaturgico, un viaggio immersivo nel paesaggio per scoprire, e riscoprire, la bellezza nascosta di ciò che ci circonda e che, insieme a noi, ascolta e respira.

Alberi 3.0 è un percorso sonoro itinerante alla scoperta degli alberi e della storia del parco; un’esperienza poetica che accompagna il cammino, lo sguardo e la percezione della natura e dell’architettura del parco.

Spunti poetici, narrazioni, suoni e musica invitano il pubblico a sperimentare un attraversamento sensibile del parco, offrendo momenti suggestivi di forte intimità tra il visitatore e gli elementi naturali e antropici che lo circondano.

L’installazione artistica è fruibile gratuitamente attraverso il proprio smartphone dotato di connessione internet, fotocamera e di una qualsiasi app per scansionare i QR Code. Il visitatore può vivere l’esperienza in piena autonomia, seppur al fianco di tutti coloro con i quali vorrà condividerla.

Il percorso viene indicato da una mappa posta all’ingresso del parco e scaricabile sul proprio smartphone attraverso un QR Code. Seguendo il percorso indicato nella mappa si incontrano 13 cartelli che indicano le tappe del cammino: è sufficiente scaricare con il proprio smartphone i contenuti dei 13 QR Code posizionati lungo il percorso e lasciarsi trasportare in un’immersione narrativa e sonora che coinvolge tutti i sensi.

È consigliato l’utilizzo di cuffie auricolari per vivere ancora più intensamente l’esperienza.

Alberi 3.0 è un format site-specific digitale ideato nel 2020 per Nature Urbane, il Festival del Paesaggio di Varese. Da settembre 2021, grazie al Comune di Varese, è diventato un’installazione digitale permanente negli spazi naturali del parco di Villa Toeplitz, fruibile gratuitamente in qualunque momento da tutti i visitatori del parco.

Alberi 3.0 nel parco di Villa Toeplitz è una produzione site-specific di Campsirago Residenza realizzata per il Comune di Varese.
Composizione nello spazio Michele Losi | drammaturgia Sofia Bolognini, Michele Losi | suoni Luca Maria Baldini, Diego Dioguardi | produzione Pleiadi, Campsirago Residenza
Il parco di Villa Toeplitz

Il Parco di Villa Toeplitz, dal 1972 di proprietà del Comune di Varese, deve il proprio nome a Giuseppe Toeplitz, banchiere di origine polacca, che la acquisì nel 1914. Ma la sua bellezza, e assoluta particolarità, architettonica e la varietà dei suoi alberi secolari si devono a Edvige Mrozowska, moglie di Giuseppe: donna eclettica e di grande cultura, Edvige trasformò il parco ispirandosi non solo agli splendidi giardini rinascimentali all’italiana ma anche ai giardini del Kashmir e all’architettura islamica che aveva potuto conoscere durante i suoi numerosi viaggi in Oriente. Edvige infatti tra il 1919 e il 1927 visitò l’India, Ceylon, la Birmania, la Mesopotamia, la Persia, il Tibet e il Pamir: a questi paesi e alla loro vegetazione si ispirò per progettare il nuovo parco e i nuovi edifici. I giochi d’acqua, costituiti da una monumentale gradinata e cascate in porfido di Cuasso al Monte interrotta da fontane in mosaico celestino e marmo di Carrara, si aprono fra la vegetazione grazie a una grande opera di ingegneria idraulica. Nel parco sono presenti una grande varietà di alberi secolari, molti dei quali portati dall’oriente, come il monumentale cedro del Libano. Grazie a Edvige la villa e il parco diventarono il fulcro di un’intensa vita culturale.

Foto di Alvise Crovato