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Campsirago Residenza e Bepart
Installazione artistica site-specific
Fruibile lungo il sentiero da Campsirago Residenza
all’eremo di San Genesio
Percorso:
durata 60 minuti
lunghezza 1,40 km
dislivello 157 metri
Presentazione giugno
2021

Vivarium è un percorso artistico e itinerante nel bosco, un’installazione site-specific nella quale lo smartphone è lo strumento che apre al mondo dell’invisibile. Un’esperienza immersiva in natura in cui musiche, suoni e una drammaturgia originale convivono e si fondono con sorprendenti opere digitali in realtà aumentata. Lungo il sentiero dal borgo di Campsirago all’eremo di San Genesio ti troverai a contatto con elementi naturali, giochi di luce, soglie da attraversare e animali fantastici con cui potrai interagire. Sarà proprio la app a guidarti lungo nove tappe in cui il mondo della natura, della matematica che lo governa e degli spiriti che la pervadono aprono a nuovi immaginari e a una diversa percezione del paesaggio che ti circonda. Un percorso individuale nello spazio, fatto di una realtà molto concreta, composta da passi, sguardi, suoni, sensazioni fisiche, cammino e da nove tappe in realtà aumentata a indicare una comprensione più profonda di ciò che ci circonda. Vediamo sentieri, riconosciamo segni, ascoltiamo suoni; non sempre percepiamo lo spazio nella sua complessità: VIVARIUM sfida questa consapevolezza, rendendo visibile l’invisibile.

Un’esperienza visiva, narrativa e sonora per percepire il territorio e sperimentare nuovi orizzonti e visioni.  Installazioni digitali, drammaturgie, musiche e suoni originali sono il cuore di questo intervento site-specific, una nuova dimensione delle arti performative che Campsirago Residenza e Bepart hanno deciso di sperimentare.

COM’è NATO IL PROGETTO

Dall’incontro tra due realtà molto diverse tra loro è nata questa sperimentazione che fonde i linguaggi della performing art con quelli delle nuove tecnologie applicate all’arte. Attraverso cinque residenze artistiche a Campsirago Residenza tra settembre 2020 e giugno 2021 un team multidisciplinare ha lavorato in sinergia unendo competenze e professionalità diverse: regia, drammaturgia, illustrazione, sound design, arte digitale, fotografia, programmazione.

VIVARIUM è una produzione di Campsirago Residenza e di Bepart con il contributo di Fondazione Cariplo ed il patrocinio del Comune di Colle Brianza.

Info

Vivarium è un’installazione site-specific permanente creata appositamente per il sentiero che parte dal borgo di Campsirago e arriva all’eremo di San Genesio. È un percorso artistico fruibile in autonomia in qualunque momento con l’utilizzo di un paio di cuffie e uno smartphone, su cui è necessario scaricare la app gratuita ImaginAR.

Informazioni utilizzo app:

  1. Scarica l’applicazione gratuita ImaginAR da Google Play o App Store;
  2. Scarica la mostra Vivarium;
  3. Attiva il GPS;
  4. Controlla di avere la batteria carica;
  5. Indossa le cuffie (consigliato!);
  6. Inizia il percorso nella corte di Campsirago Residenza
Credits
produzione Campsirago Residenza_Pleiadi / Bepart | con il sostegno di Fondazione Cariplo | con il patrocinio del Comune di Colle Brianza | team artistico e creativo Alessandro Alliaudi, Luca Maria Baldini, Sofia Bolognini, Stefania Coretti, Alvise Crovato, Diego Dioguardi, Giovanni Franchina, Joris Jaccarino, Lara Mezzapelle, Michele Losi, Nicolas Schiraldi | testi di Sofia Bolognini e Michele Losi | suono e musiche Diego Dioguardi e Luca Maria Baldini | illustrazioni Stefania Coretti  | fotografie Alvise Crovato | team di sviluppo Stefania Solari, Joris Jaccarino, Vjola Zaka, Gabriele Castaldo | modelli & animazioni Francesca Guiotto | technical art Alessandro Ramazzina
Vivarium è la prima sperimentazione di land art virtuale sui sentieri del Monte di Brianza nell’ambito del progetto CAMPSIRAGO LUOGO D’ARTE, per valorizzare una fruizione artistica del territorio che coniughi arte e natura
Rassegna stampa

Seguiamo i percorsi del culto delle acque fino ad arrivare alla fonte miracolosa della Madonna del Sasso. Apparentemente sembra che la tecnologia sia agli antipodi della Natura. In “Vivarium” Losi e soci ci dimostrano che non è così, che forse con uno smartphone in mano si riesce meglio, combinando le due visioni, ad apprezzare l’intorno, a vedere tutto quel che si nasconde tra cielo e terra. Ed eccoci immersi nel “cercare la matematica della Natura” (Fibonacci) che in definitiva possiamo laicamente chiamare Dio. Il telefono diventa mappa interattiva, diventa bacchetta magica che trasforma il circostante. Infatti la realtà si mischia con il virtuale che ci fa apparire poiane ancestrali, salamandre della tradizione alchemica come scatole che fluttuano o ombrelli elicoidali che sembrano meduse e infine stormi di pesci volanti. Il vero si miscela con l’app per un mix che sposta i punti di riferimento, alimenta la fantasia, accresce l’immaginazione. Le epifanie si manifestano quando, come in una caccia al tesoro in questo trekking poetico-teatrale, in questo pellegrinaggio artistico, entriamo in contatto con dei nodi che abbracciano tronchi. Sono corde di riso giapponesi, le cosiddette shimenawa shintoiste (ad ottobre il direttore Losi andrà per un mese in un monastero nipponico) numi tutelari che ricordano le passate delle ragazze, candidi abbracci a tenere, a non far scappare né cadere. La via è contrassegnata da strisce color oro sui sassi (e non può non venire alla mente la tecnica del kintsugi, letteralmente “riparare con l’oro”, pratica che consiste nell’utilizzo dell’oro per il restauro di oggetti in ceramica). La nostra è una processione lenta, sacra e laica insieme. Andiamo alla ricerca del grande ippocastano, l’albero sacro. E andando alla ricerca di qualcosa fuori dai nostri corpi, troviamo pezzi di noi stessi che rimangono incantati verso la vallata di Renzo e Lucia, guardando l’Adda affiorare e il Resegone fare capolino. La ricerca non si esaurisce mai. “La preghiera è stare in silenzio in bosco”. (Mario Rigoni Stern)

Fusione tra civiltà tecnologica e natura viva, sembra recuperare in quest’ultima una creatività eterna, di cui spesso non ci accorgiamo. Un affascinante percorso laico a stazioni, accompagnati da una app sul nostro smartphone, in cui per ogni stazione sperimentiamo quella che è chiamata realtà aumentata, tra creature misteriose e colorate che, sullo schermo, emergono da alberi e cespugli, così che la virtualità è recuperata a quel suo fondo naturale, in cui ha irriducibili radici. Si va da Campsirago per giungere, dopo nove soste, all’eremo di San Genesio con vista aperta sui denti del più che famoso Resegone, “sorgente dalle acque”. Un approdo da secoli ricco di suggestioni. Un santuario costruito sulle rovine di un tempio dedicato a Giano Bifronte, capace come il teatro di guardare al futuro volgendosi al passato (e viceversa), e dedicato a San Genesio, attore martire del tempo di Diocleziano. Un giusto riassunto di una esperienza variegata e rifratta come una lanterna magica.

L’arte sta forse provando a trovare una terza via, di cooperazione vantaggiosa, abbandonando l’antagonismo, verso la costruzione di un percepire e agire non ancora presente ma possibile se lo si cerca con passione.

Vivarium è un percorso speciale, una salita, una scoperta, una catarsi, un cammino che permette di vedere e comprendere cose altrimenti invisibili e incomprensibili. Gli alberi e le creature del bosco faranno il resto.

Un progetto di
Con il sostegno di
Con il patrocinio del Comune di Colle Brianza