compagnie  |  Compagnia Stradevarie  |  E io non scenderò più
teatro ragazzi
dai 5 anni
teatro di narrazione / spettacolo itinerante
75 minuti
nuova edizione
2020

Cosimo si arrampica sul leccio.
«Quando sarai stanco di star lì cambierai idea!»
«Non cambierò mai idea»
«Ti farò vedere io, appena scendi»
«E io non scenderò più»
E mantenne la parola.

Un percorso tra la terra e il cielo, l’infanzia e l’adolescenza, la realtà e la finzione, per scoprire le avventure di Cosimo Piovasco di Rondò, con il naso all’insù.

Uno spettacolo itinerante, “arrampicato”, in cui i bambini scoprono le avventure di un ragazzino che vive sugli alberi. In scena l’attrice Soledad Nicolazzi insieme a tre giovani attori e il loro papà Matteo Serafin, tutti nei panni dei rampolli Piovasco di Rondò e degli improbabili personaggi evocati da Calvino. Lo spettacolo, che ha debuttato nel 2015 con Soledad Nicolazzi e l’acrobata Sara Molon, è stato riadattato, nel tempo della quarantena del 2020, in una nuova versione tutta familiare, che ha debuttato al Giardino delle Esperidi Festival: proprio come si faceva una volta, quando le famiglie di attori giravano il paese a raccontar storie e portare in scena il teatro nelle piazze.

La narrazione si alterna a scene grottesche, buffe, poetiche, coinvolgenti: si racconta di com’è star sopra un ramo al tramonto e sentire il profumo delle magnolie e innamorarsi, per la prima volta, a undici anni. Di ladri di frutta, dell’incontro con il temibile Gian de Brughi, il brigante appassionato di libri. E di Cosimo Piovasco di Rondò, il ragazzino che viveva sugli alberi in un mondo tutto suo, ma che riusciva a stare con gli altri come nessuno.

Uno spettacolo itinerante dove il suono della fisarmonica anima burattini di legno e dove gli attori raccontano la storia con semplicità e ironia.

E io non scenderò più parla ai ragazzini dell’amore per la libertà e per la scoperta della natura, dell’avventurosa ricerca d’identità che c’è in ognuno, della voglia di crescere e al tempo stesso di restare bambini. Delle prime infatuazioni amorose e della passione per la lettura, che, inaspettatamente può prender tutti, inclusi i briganti, i ragazzini terribili, gli scansafatiche e le pecore nere.

Uno spettacolo di teatro natura ambientato in parchi, boschi e giardini. Gli alberi accolgono le acrobazie, le voci e le musiche del racconto, in continua interazione con i bambini. Una storia da scoprire camminando.

«I precedenti non si contano. Ma la più illustre tra le grandi personalità del teatro che hanno respirato profumo di palcoscenico fin dalla più tenera età è probabilmente la “divina” Eleonora Duse (1858-1924) nata da una famiglia di attori. Seguendo il suo istinto di teatrante dedita in particolare a spettacoli per ragazzi, anche Soledad Nicolazzi, attrice e regista di Carrara, ha voluto trascinare la figliolanza nell’affascinante avventura teatrale esordendo il 28 giugno con grandissimo successo al “Giardino delle Esperidi Festival” che si è tenuto alla Villa d’Adda Sirtori di Olginate (Lecco). “E io non scenderò più”, questo il titolo, è uno spettacolo basato – a quanto si apprende dalle locandine – su libere suggestioni dal “Barone rampante” di Italo Calvino. Ma ciò che più conta e“fa notizia” in questo caso, è che si tratta di uno spettacolo concepito e allestito in famiglia durante la quarantena. Teatro come si faceva una volta, dunque, con tutta la famiglia a recitare sulle rive del lago di Olginate con vista sulle Grigne, sfruttando il collante di quell’amore per la libertà e per la scoperta della natura che è il filo conduttore del celebre romanzo di Italo Calvino a cui Soledad, con la collaborazione di Dalia Padoa, si è ispirata. A raccontare l’avventurosa ricerca d’identità che c’è in ognuno, la voglia di crescere e al tempo stesso di restare bambini, si sono fatti onore con Soledad l’acrobatica Lidia, il piccolo Elio e il giovane Mirto nel ruolo del ribelle Cosimo Piovasco di Rondò che vive sugli alberi. Nonché, s’intende, il loro papà Matteo, compagno nella vita della Nicolazzi, che per l’occasione ha assunto la grinta del temibile Gian de Brughi, il brigante appassionato di libri.» Mountcity, luglio 2020

Lo spettacolo può svolgersi in boschi, prati, giardini e spazi verdi in qualunque stagione dell’anno.

liberamente tratto da “Il Barone rampante” di Italo Calvino | regia Soledad Nicolazzi | con Soledad Nicolazzi, Matteo Serafin, Lidia, Elio, Mirto Serafin | produzione Compagnia Stradevarie, Campsirago Residenza | foto Alvise Crovato
Rassegna stampa
24/04/2017 Mountcity
31/03/2016 Mountcity
  • Previous ProjectLittle bang

  • Next ProjectNaso d’argento