Domenica 10 maggio alle ore 10:00 e alle ore 14:30, per il pubblico adulto, verrà inaugurato Il Sentiero di Giano, un itinerario fruibile attraverso QR code che valorizza il sentiero tra Campsirago e l’eremo del San Genesio, promuovendo una fruizione artistica del territorio che coniuga arte e natura. L’opera si compone di 9 tappe dai contenuti poetici e sonori, più installazioni artistiche, ed è parte del progetto Campsirago Luogo d’Arte.
Secondo alcune leggende locali, sulla cima del Monte di Brianza vi era un tempio dedicato a Giano Bifronte, antica divinità romana che presiede ai cambiamenti, ai cicli temporali, alle soglie. Diventato poi luogo consacrato a San Genesio, patrono degli attori, dei comici, dei mimi e di tutte le persone che lavorano nel mondo del teatro, il Monte di Brianza conserva il suo antico potere spirituale e simbolico ed è ascrivibile al concetto di monte sacro. Il cammino di Giano è uno spazio in cui convivono umano e non umano. Su questa montagna abitano dei e spiriti antichi: puoi sentirli ronzare, cigolare come il portone di un tempio divorato dai rovi, rotolare e tuffarsi come pietre sulla superficie dell’acqua – un altare dell’età del ferro, coperto di muschio, da cui percepire il bosco che cambia, i corpi che evolvono come ere glaciali, fioriscono come campi, si tramandano come amuleti – il santuario mariano dedicato alle acque e ancora più in alto il tempio di Giano Bifronte, dio delle soglie e principio di ogni mutamento. Con il suo duplice occhio che collega il passato al futuro, Giano ha sorvegliato questo monte, la valle dell’Adda da un lato, i laghi glaciali dall’altro. Un luogo di potere spirituale e simbolico, diventato poi San Genesio, protettore dei teatranti. Una discendenza di divinità che si è tramandata attraverso le epoche storiche, e che testimonia la sacralità di questo monte. Da monte sacro a Sacro Monte.
L’itinerario mette in evidenza la relazione tra umano e non umano, tra le leggi della matematica e della fisica e la realtà biologica degli animali selvatici, delle piante, nel trascorrere delle ere geologiche, dei sentimenti, delle urgenze. Percorrerai a piedi il sentiero che collega Palazzo Gambassi all’eremo del San Genesio attraversando 9 tappe. Ciascuna di queste contiene una sosta, piccoli rituali per modificare la percezione del paesaggio, armonizzando le energie con l’ambiente naturale, il bosco, la montagna. La prima è all’altezza di Palazzo Gambassi: se il cancello è aperto, entra nella corte. Se il cancello è chiuso, resta sulla soglia.
Proseguirai secondo quanto indicato sulla mappa. Se mentre cammini affiorano pensieri inutili, scacciali. Se durante la salita senti la necessità di riposare, riposati.
Ritrovo: Palazzo Gambassi (Campsirago Residenza) – Via San Bernardo, 5 Colle Brianza – alle ore 10:00.
È necessario PORTARE DELLE PROPRIE CUFFIE compatibili con il proprio smartphone per la fruizione del sentiero artistico.
Nel bosco troverai 9 QR code da cui è possibile accedere a musiche e testi originali.
Ingresso libero.
Durata: 60 minuti
Lunghezza: 1,40 km
Dislivello: 157 metri
Informazioni utili
Le soste si trovano lungo il sentiero 1 a eccezione di: la prima tappa, installata presso Palazzo Gambassi; la seconda tappa, posta sulla scorciatoia che dall’arco di Palazzo Gambassi taglia direttamente nel bosco; la nona tappa, situata sul vertice nord-est del perimetro del San Genesio guardando verso il Resegone. Segui la mappa illustrata per l’itinerario completo. Scansionando il QR code qui avrai accesso alla mappa e a tutti i contenuti delle singole tappe. In alternativa, ciascuna tappa sarà poi scaricabile direttamente sul posto.
Per informazioni: T. 039 9276070 | Cell. e WhatsApp 375 67 00 532 | M. info@campsiragoresidenza.it
Opera realizzata nell’ambito dell’intervento 8 del progetto “Piccolo borgo Campsirago” sostenuto dai fondi PNRR nell’ambito dell’investimento “Attrattività dei borghi” e cofinanziato dal Comune di Colle Brianza e da Campsirago Residenza.
Testi Sofia Bolognini | Musiche Luca Maria Baldini | Installazioni artistiche Anna Turina | Da un’idea di Michele Losi




